Nella Giornata Mondiale del Libro, ricorrenza fissata dall’Unesco il 23 aprile del 1996 con lo scopo di promuovere il continuo progresso culturale attraverso la lettura, a protezione della pace, della cultura e dell’educazione di tutti i popoli”, ricordiamo “Un Souvenir de Solférino” (Un ricordo di Solferino), il libro di Jean Henry Dunant (1828-1910), uomo d’affari e filantropo ginevrino cui si deve la nascita dell’ideale umanitario del Movimento Internazionale della Croce Rossa e Mezzaluna Rossa, la più grande organizzazione umanitaria del mondo.


Dunant, nel 1859, a causa dei suoi affari, richiese udienza all’imperatore Napoleone III che si trovava in Italia in occasione della Seconda Guerra di Indipendenza.

Si venne così a trovare in Lombardia in contemporanea ad uno degli eventi più sanguinosi della Seconda Guerra d’Indipendenza italiana, che vedeva contrapposti gli eserciti franco-piemontese e austriaco: la Battaglia di Solferino.

Jean Henry Dunant, 8 Maggio 1828 – 30 Ottobre 1910

Giunto la sera del 24 giugno 1859 sul luogo della battaglia, Dunant non avrebbe mai potuto immaginare che la sua vita, e quella di tutta l’umanità, sarebbe cambiata in seguito a quei tragici avvenimenti.


Lo spettacolo dei soldati feriti, abbandonati morenti sul campo di battaglia a causa della scarsa disponibilità di soccorsi e strutture sanitarie militari dell’epoca, spinse Henry Dunant a partecipare personalmente all’azione di soccorso dei militari feriti, organizzando delle squadre di soccorso con coloro che non partecipavano al conflitto, ossia anziani e donne.

Famose sono le donne di Castiglione delle Stiviere la cui “benevolenza riservata a tutti quegli uomini di origine così diverse e che sono per esse tutti parimenti stranieri” colpì fortemente Dunant.


Al rientro in patria, ancora profondamente colpito dall’esperienza, Dunant volle testimoniare quanto aveva vissuto e scrisse un libro di memorie intitolato “Un souvenir de Solférino”.

Nel testo, oltre a descrivere le condizioni di estrema difficoltà dei soccorsi e la disperazione della moltitudine di feriti, Dunant faceva sue le idee già espresse da Ferdinando Palasciano (ufficiale medico dell’esercito borbonico che operò durante i moti di Messina del 1848), sostenendo due proposte ben precise:

  1. che in tutta Europa si organizzassero, già in tempo di pace, delle società di soccorso finalizzate alla cura ed assistenza dei combattenti feriti in battaglia, senza che venisse loro applicata distinzione alcuna in merito alla loro nazionalità o fronte di appartenenza;
  2. la necessità di coinvolgere gli Stati, attraverso l’influenza dell’opinione pubblica, affinché si impegnassero a produrre una convenzione che sancisse la neutralità del combattente ferito e di conseguenza la protezione delle strutture e del personale sanitario destinato alla missione di soccorso e cura.

Il libro di Henry Dunant ebbe il pregio di fare da volano per la presa di coscienza dell’opinione pubblica su questi temi.

Sull’onda di questa nuova consapevolezza, il 22 agosto 1864 viene firmata la Prima Convenzione di Ginevra. Il documento, ispirandosi alle idee di Henry Dunant, ha gettato le basi del diritto internazionale umanitario contemporaneo, stabilendo regole universali per la protezione delle vittime nei conflitti, l’obbligo di estendere senza alcuna discriminazione le cure a tutti i militari feriti e malati, il rispetto del personale medico, del materiale e delle attrezzature sanitarie attraverso l’emblema protettivo della Croce Rossa, fondata un anno prima.

Nel 1901 Dunant è insignito del primo Premio Nobel per la Pace.

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